Daniele Benedettini – Dubstep
01 Jan 1970 |

CoseCuryose

Fotoracconto dis-incantato di Sant’Erasmo

Fotoracconto dis-incantato di Sant’Erasmo

 

articolo di ELVIRA FRAK –

La nostalgia è il desiderio di rivivere un luogo, un evento che si sente come familiare.E che ora è lontano.

Sant’Erasmo è la festa più nostalgica di Santeramo. Nel senso che durante l’anno, nei giorni di poca luce e di molte fatiche, Sant’Erasmo è una sorta di meta cui aspirare, la festa di una famiglia estesa quanto il paese e molto più, che apre le porte all’estate, e a ognuno sussurra cos’è stato, e cosa sarà. E allora Sant’Erasmo si vive con nostalgia non solo durante l’anno, ma proprio durante Sant’Erasmo.
Perchè la famiglia è grande e non c’è modo di stare con tutti. Perché si “spacca” corso Roma pensando che poi si dovrà “spaccare” corso Tripoli. Per un sano senso di ingordigia collettiva. Di quella che non fa ingrassare, perché quando non è festa sappiamo recuperare la memoria della misura, che i luoghi e chi li ha abitati hanno registrato in silenzio, nel tempo della provvidenza. Così la nostra terra offre il cibo buono, e quand’è festa, si mangia con gusto.

Perché mentre volano i palloni nel pomeriggio si pensa alla cavalcata.
Perché i confratelli sono più colorati delle luminarie.
Perché le luminarie cantano e suonano.
Perché i cavalli sanno ballare in tempo dispari e inchinarsi con eleganza.
Perché mentre si è alla cavalcata si pensa alle giostre. Ehm….al gelato!
Perché mentre si mangia il gelato si pensa allo spettacolo pirotecnico, e mentre lo spettacolo pirotecnico si riflette nei nostri occhi si pensa al primo giorno di mare che verrà, perché in quel momento si è tutti bambini, e la scuola è (quasi) finita.
Perché il santo patrono protegge noi ma anche sé stesso.
Perchè il mondo va veloce insieme alle nostre coscienze… che per non perdersi devono conservare qualcosa, custodire le tradizioni di un luogo, sentirsi parte di una collettività – che si conosce, che si ama, che si evita, che si conoscerà.

E gli occhi di tutti, durante la festa patronale, hanno assorbito le stesse luci, gli stessi colori.
Il carro è sempre lo stesso e i sogni dei bambini che ci stanno sopra, pure.
Anche la piazza è sempre la stessa ma ora è più grande e si può respirare, prima ancora che passeggiare… e respirano pure i lunghi corsi – che accolgono e intrecciano popoli, generazioni.
E poi passeggiando accade che qualcuno il respiro lo trattiene, nel caos senza caos di questa festa

Affinchè il ricordo possa restare

Nostalgicamente vivido!

 

scatti di MIQUELE, MARIABRUNA ANDRIOLA

1 2 4 10 5 7 7a 8 9 3

CurioCity Festival

June 6th, 2016

No comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *


CurioCity Festival